Roger Ballen
Nato negli Stati Uniti e residente a Johannesburg, in Sudafrica, Roger Ballen è considerato uno dei fotografi più influenti e importanti della sua generazione sviluppando la sua pratica fotografica per oltre cinquant’anni.
Ballen ha ottenuto riconoscimenti internazionali grazie al suo uso unico e potente del disegno, della pittura e del collage, affiancati a diverse tecniche scultoree in elaborate installazioni, inventando un’estetica ibrida completamente nuova, saldamente radicata nell’arte della fotografia. Le sue opere strane ed estreme affrontano lo spettatore, sfidandolo a intraprendere un viaggio nella propria mente mentre l’artista esplora gli angoli più profondi della sua.
Negli ultimi cinquant’anni, il suo stile distintivo si è evoluto attraverso l’uso di un semplice formato quadrato, in un bianco e nero intenso e poetico. Nei primi lavori presenti in mostra emerge chiaramente la sua connessione con la tradizione della fotografia documentaria; tuttavia, negli anni ’90 sviluppa uno stile che definisce “documentary fiction”.
Dopo il 2000, nei suoi lavori il confine tra fantasia e realtà si fa sempre più sfumato: Ballen integra disegno, pittura, collage e tecniche scultoree per creare scenografie elaborate. Le persone sono spesso assenti, sostituite da fotografie di individui utilizzati come oggetti scenici, da parti di bambole o manichini, oppure, quando compaiono, come mani, piedi e bocche disincarnate che emergono in modo inquietante da pareti o pezzi di stracci. Gli scenari, spesso improvvisati, vengono completati dal comportamento imprevedibile degli animali, la cui ambiguità diventa fondamentale per il significato complessivo delle immagini.
Nella sua pratica artistica, Ballen è stato progressivamente attratto dalle possibilità di integrare fotografia e disegno. Ha ampliato il suo repertorio e arricchito il suo linguaggio visivo integrando il disegno nei suoi lavori fotografici e video non solo dando un contributo duraturo al campo dell’arte, ma offrendo anche un potente commento sulla condizione umana e sul suo potenziale creativo.
Roger Ballen ha pubblicato oltre 25 libri a livello internazionale e le sue opere fanno parte di più di cinquanta tra le principali collezioni museali mondiali. È inoltre autore di numerosi cortometraggi acclamati, strettamente legati alle sue serie fotografiche, e ha rappresentato il Sudafrica alla Biennale di Venezia nel 2022.
Ballen è fondatore e direttore esecutivo dell’Inside Out Centre for the Arts e del Roger Ballen Centre for Photography a Johannesburg (Sudafrica), istituzioni che promuovono la consapevolezza di tematiche internazionali e africane attraverso progetti artistici e programmi educativi.
Nel settembre 2025 Thames & Hudson ha pubblicato Spirits and Spaces, il primo libro a colori dell’artista, che svela la sua visione creativa inedita attraverso il colore. A novembre 2025, Postcard in Rome ha dato alle stampe Inferno, un volume composto da sessantotto fotografie di Ballen ispirate ai trentaquattro canti di Dante Alighieri, nella traduzione inglese di Henry Wadsworth Longfellow (1867), con prefazione di Didi Bozzini in collaborazione con Marguerite Rossouw.