Per filo e per segno – 6/12. Paola Pezzi
06.06.2026 – 02.07.2026
Paola Pezzi
Mobilità fissa
2015-2025
installazione composta da due elementi:
Passamaneria rossa
2015
nastro canetè su compensato
27 x 24 x 2 cm
Feltro rosso
2025
feltro
190 x 100 x 12 cm
Dal 6 giugno al 2 luglio 2026, BUILDING BOX presenta il sesto appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia con l’installazione Mobilità fissa (2026) di Paola Pezzi (Brescia, 1963).
Realizzate a distanza di dieci anni, le due opere di Paola Pezzi [Passamaneria rossa (2015) e Feltro rosso (2025)] sviluppano una ricerca costante e coerente sul rapporto tra gesto, materia e tempo, principio fondante del suo lavoro: un processo ininterrotto di trasformazione che vede ogni opera interagire con quella precedente, in uno sviluppo organico, fluido, fatto di continue metamorfosi.
Le opere di Paola Pezzi sono costruzioni che trattano materiali semplici, dal feltro alla gomma, dal poliuretano al legno, o oggetti domestici (matite e guanti di lana), come fossero portatori di memoria ed energia. Piegato, compresso, avvolto da gesti ripetuti, ogni suo lavoro rende visibile il tempo e trattiene le tracce del gesto.
Nei lavori esposti in BUILDING BOX, spirali, cerchi, sfere e vortici emergono come archetipi. Il gesto dell’avvolgere, presente sin dagli esordi dell’artista negli anni Ottanta, non è soltanto espressione di un fare artistico capace di dominare la materia, ma anche di una forma che parla costantemente della dimensione del divenire, di quell’espansione nell’infinito al centro della sua poetica. Lo dimostrano con chiarezza Passamaneria rossa (2015), piccola testimonianza realizzata avvolgendo nastro canetè rosso e Feltro rosso (2025) di quasi due metri concepito appositamente per questa occasione, composto da spirali di feltro di diverse dimensioni. Il feltro, già utilizzato negli anni Novanta, torna con una rinnovata modalità e trame che si sviluppano nello spazio con assoluta libertà espressiva.
“Dal panno lenci al feltro, alle passamanerie, ai tessuti trattati, alle gomme, nascono opere in cui l’azione e l’agire sono elementi determinanti, diventando ‘campi di forza’ – afferma Paola Pezzi – dove il movimento ancora in atto si fissa nello spazio dell’opera e si propaga contaminando l’ambiente”.
Sfumando la linea di confine tra pittura e scultura e fondendo la tridimensionalità dell’oggetto con la visione bidimensionale, l’artista crea linee e forme usando il volume, espandendo lo spazio grazie alla capacità attrattiva delle sue opere. In esse il rifiuto della funzione originaria del materiale utilizzato ne svela tutto il potenziale di forme e significati possibili, mescolando gravità e leggerezza, resistenza fisica e armonia del gesto.
___________
Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific.
Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963).
L’ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell’arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un’epoca dominata dal digitale. Sebbene l’uso del tessuto non sia una novità − basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) − quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell’arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate.
La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall’arte tessile.
Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s’intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.
Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull’arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l’inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell’immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c’è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l’aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un’attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all’omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l’unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l’obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama. I tre artisti ospitati nel primo trimestre sono stati Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).