Numero Cromatico
Creazione della mia poesia
2024
arazzo di lana su tavola
180 x 135 cm

ph. Numero Cromatico

 

Paola Anziché
Imparando dalle Forme (dettaglio)
2019-2025
fibre di abaca, pelle di sughero, grano, raffia, carta
dimensioni variabili
ph. Paola Anziché

 

Maurizio Donzelli
Giardini Del Quasi (dettaglio)
2025
arazzo, lana, cotone, tessitura su telaio jacquard realizzata nelle Fiandre
360 x 135 cm
due pannelli: 185 x 135 cm, 180 x 135 cm

ph. Maurizio Donzelli

Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia

15.01.2026 – 07.01.2027

Dal 15 gennaio 2026 al 6 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific. I primi tre artisti proposti da BUILDING BOX sono: Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).

 

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell’arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un’epoca dominata dal digitale. Sebbene l’uso del tessuto non sia una novità – basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) – quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell’arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate.
La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall’arte tessile.

 

Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s’intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.
Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull’arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l’inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell’immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c’è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l’aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un’attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all’omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l’unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l’obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama.

 

A inaugurare Per filo e per segno, dal 15 gennaio all’11 febbraio 2026, è Numero Cromatico, il collettivo artistico e centro di ricerca multidisciplinare fondato a Roma nel 2011 che lavora su uno dei temi fondamentali del progetto: la ridefinizione dello spazio. L’installazione inedita dal titolo Frontiera del mio amore (2025) realizzata per l’occasione, prevede il rivestimento delle pareti con un tessuto cucito a mano che trasforma l’ambiente rendendo la visione immersiva. Al centro, un arazzo che riporta la poesia Tu sei il segno, la vera frontiera del mio amore. Creazione del mio mondo, della mia poesia tratta dall’antologia realizzata con l’ausilio di un’intelligenza artificiale istruita da Numero Cromatico a generare poesie sul tema dell’amore (I.L.Y., I Love You). Ne emerge un contenuto ambiguo che lo spettatore può intravedere attraverso un sipario in tessuto. Frontiera, soglia, confine, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano l’opera necessariamente relazionale.

 

Dalla dialettica tra estetica computazionale e sensibilità corporea, si passa, all’universo visionario di Paola Anziché (Milano,1975). Dal 13 febbraio all’11 marzo 2026, il secondo appuntamento presenta l’installazione Imparando dalle Forme (2019-2025) creata per la prima volta nel 2019 e rielaborata per questa occasione, da cui emerge il respiro architettonico dei suoi lavori destinati a creare ambienti intimi e avvolgenti facendo scomparire la distinzione tra dimensione pubblica e privata. “Un gesto in forma tessile”, come afferma l’artista, che dà vita a elementi circolari, organici e fluttuanti che negano ogni monumentalità. Il tessile diventa per Anziché uno strumento per interrogare la memoria dei saperi manuali, la loro dimensione rituale e comunitaria, destinati ad attivare un’esperienza sensoriale dove il gesto nasce dai materiali.

 

Se l’arazzo simboleggia il tessuto per antonomasia nella sua rappresentazione più classica e riconosciuta, Maurizio Donzelli (Brescia, 1958) lo libera dalle sue connotazioni tradizionali. Dal 13 marzo all’8 aprile 2026, nelle vetrine di BUILDING BOX, l’artista propone un nuovo lavoro in tessuto jacquard nato dalla sovrapposizione di due arazzi, incrinando definitivamente ogni logica narrativa con continue interferenze che conducono a una visione frammentata e frammentaria.
Il punto di riferimento è il celebre ciclo di Bramantino sui Mesi (1503-1508) conservato al Castello Sforzesco di Milano. Donzelli non solo elimina le figure, ma rende i dettagli irriconoscibili costringendo lo spettatore a interrogarsi sull’immagine che ha di fronte. È proprio il dubbio a costituire un costante fil rouge di un lavoro da cui emergono forme enigmatiche che non accettano lo status quo e sono continuamente sottoposte a caleidoscopici spostamenti

Artisti