Silvio Wolf
Diurno
2026
archival pigment print su Fine Art Hahnemühle Photo Rag Baryta montata su dibond
200 x 128 cm
(206 x 134 cm con cornice)

 

Silvio Wolf
Abside
2006
archival pigment print su Fine Art Hahnemühle Photo Rag Baryta montata su dibond
200 x 130 cm
(206 x 136 cm con cornice)

 

Silvio Wolf
Light House II
2009/2026
archival pigment print su FineArt Hahnemühle Photo Rag Baryta montata su dibond
50 x 36 cm
(56 x 42 cm con cornice)

 

Silvio Wolf
Piccolo Myhrab Monumentale
1990
Cibachrome, piombo, zinco, stagno, laminati espansi sagomati
180 x 230 x 40 cm
Opera esposta presso Galleria Moshe Tabibnia, Milano

Silvio Wolf. L’Altrove

24.02.2026 – 21.03.2026

Dal 24 febbraio al 21 marzo 2026, BUILDING TERZO PIANO presenta L’Altrove, una mostra personale di Silvio Wolf (Milano, 1952) che riunisce una selezione di opere fotografiche storiche, recenti e inedite, realizzate dall’artista tra il 1989 e il 2026, che esplorano i temi della Soglia, dell’Assenza e dell’Altrove. L’esposizione presenta inoltre Aperture II (2009/2026), un’installazione visiva e acustica – con composizione e sound design di Tiziano Crotti – concepita appositamente per lo spazio espositivo: un’opera in cui la realtà viene attivata dall’esperienza di ciascun visitatore, rendendolo co-autore di un dispositivo in cui tempo e immagine coincidono nel presente dell’esperienza.
Parallelamente, presso Galleria Moshe Tabibnia è esposta l’opera Piccolo Myhrab Monumentale (1990) nella quale l’artista affronta i temi dell’altrove e della soglia, attraverso la ricostruzione fotografica tridimensionale di un elemento architettonico della tradizione islamica.

 

Le dieci opere esposte in mostra esplorano l’enigma dello spazio e la natura delle immagini che lo rappresentano, intese come luoghi di esperienza e come soglie tra presenza e assenza, tra qui e altrove, vere e proprie “metafore dello spazio e simboli dei luoghi”.
Nel lavoro di Wolf, la soglia si configura come un luogo di conoscenza: uno spazio che invita alla sosta, allo sguardo e alla meditazione. È in questo punto che la realtà e l’immaginazione entrano in contatto. Le sue fotografie indicano strade e alterità possibili, presentandosi come luoghi di transizione che connettono e allo stesso tempo separano, offrendo visioni simultanee d’interno ed esterno.

 

Silvio Wolf riflette sugli ambigui meccanismi della percezione e sul modo in cui l’immagine traduce la multidimensionalità del reale nella bidimensionalità della rappresentazione fotografica, collocandosi al limite tra il visibile e il non visibile: un confine che si affaccia su due mondi connessi che non potrebbero vivere l’uno senza l’altro, poiché, come afferma l’artista: “tutto ciò che unisce, separa”.

 

I luoghi che l’artista raffigura sono definiti da forme architettoniche ambigue, le cui immagini divengono soglie percettive ed esistenziali, stazioni di un percorso simbolico del quale ci offre una misteriosa evidenza visiva. Le sue fotografie nascono da uno strappo virtuale operato mediante la luce. L’oggetto rappresentato rimane intatto e la materia inviolata, ma virtualmente trasposti, tramite il processo fotografico, in un altrove spazio-temporale. Questo atto di estrazione dalla realtà costituisce l’appropriazione da parte dell’artista di qualcosa che profondamente già gli appartiene e che attende di essere visto e riconosciuto.

 

Come osserva Wolf: “La mia predilezione per i luoghi di transizione vuole forse indicare che la Fotografia, in quanto linguaggio simbolico, può essere pensata come soglia tra il reale visibile e i suoi molteplici livelli d’interpretazione, il limite e punto di coincidenza tra materiale e immateriale, reale e possibile. La Fotografia è un’interfaccia, il luogo di contatto tra l’Io e il reale. Ogni lavoro nasce da un incontro che interroga lo spazio che ci separa da ciò che vediamo: è in quel varco sottile che continuo a ricercare”.

 

Durante il periodo della mostra, negli spazi di BUILDING TERZO PIANO, sarà presentato il libro d’artista: Dal Libro della Vita, realizzato da Prearo Editore (Milano) nel 2026. Questo libro-opera, in edizione bilingue (italiano e inglese), è costituito da 15 stampe originali in tiratura limitata firmate da Silvio Wolf e inserite in altrettanti quartini alla francese, racchiusi in una scatola-contenitore in seta nera. Il volume, accompagnato da una conversazione tra Alberto Fiz e Silvio Wolf, sintetizza 45 anni di ricerca visiva ed esistenziale dell’artista attorno ai temi della Soglia, dell’Assenza e dell’Altrove.

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