LA MONTAGNA IN SCENA A MILANO CON “MOUNTAIN ECHOES” di Yuval Avital, Bagni Misteriosi, del Teatro Franco Parenti
13.04.2026 – 26.04.2026
MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital
Le voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore
Tre grandi sculture sonore di Yuval Avital diffondono le voci e i suoni raccolti in 25 luoghi della Valtellina con 476 registrazioni audio, coinvolgendo oltre 500 persone del territorio. Ai Bagni Misteriosi anche la Mostra multimediale Mountain Echoes: lo sguardo dell’artista.
Dopo Sondrio, Bormio e Tirano, ora a Milano:
dal 13 aprile al 26 aprile 2026
Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, Milano
Inaugurazione: lunedì 23 aprile 2026, dalle 19.30 alle 22.00
Ingresso: 5,00€ – Biglietti: http://www.teatrofrancoparenti.it/
Orari di visita: giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 14.00 – dalle 16.00 alle 20.00
Le tre “Montagne Umane” di MOUNTAIN ECHOES approdano a Milano dal 13 al 26 aprile 2026. Dopo aver mobilitato intere comunità alpine e catturato l’attenzione della stampa nazionale per l’inedito approccio antropologico, MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital – Le voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore arriva nel cuore di Milano. Quest’opera corale è stata protagonista – nel periodo olimpico e paralimpico – di un ‘allestimento diffuso’ in Valtellina a Sondrio, Bormio e Tirano. Ora le tre grandi sculture sonore antropomorfe dell’artista multidisciplinare Yuval Avital si ricongiungono per la prima volta in un’unica sede: i Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, accompagnate dalla Mostra multimediale: MOUNTAIN ECHOES in Valtellina: lo sguardo dell’Artista, una selezione di fotografie realizzate dall’artista durante il ‘making of’ del progetto documenta il percorso relazionale alla base della raccolta sonora, sguardo inedito sul territorio e sulle persone.
Ideato e realizzato dal Comitato CULTURA + IMPRESA insieme a Yuval Avital e considerato tra i migliori progetti dei Giochi della Cultura di Regione Lombardia, MOUNTAIN ECHOES rappresenta una delle eredità culturali delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 ed è reso possibile dalla partecipazione di una rete di istituzioni e imprese del territorio, tra le quali la Provincia di Sondrio, BPER e Tessuti di Sondrio – Marzotto Lab. Ora porta nel capoluogo lombardo la restituzione dell’immenso archivio sonoro e di immagini fotografiche e video raccolto dall’artista tra le valli e le vette della Valtellina per condividerlo in uno dei momenti di massima visibilità internazionale, nei giorni della Milano Art Week e della Milano Design Week.
“Con questa installazione celebriamo identità, storie e valori di uno dei territori ‘olimpici’ lombardi – afferma Francesco Moneta, Presidente del Comitato CULTURA + IMPRESA. “Mettiamo in scena la montagna in città per valorizzare con le arti contemporanee il paesaggio che ci circonda e raccontarlo a un pubblico vasto e internazionale. L’installazione di Milano è la seconda fase di un progetto che in prospettiva vuole raccontare storia e storie delle montagne italiane”.
Le tre opere monumentali sono rivestite con 691 metri di tessuto locale resinato. Al loro interno risuonano 476 registrazioni audio raccolte in 25 luoghi diversi, creando un’esperienza sonora immersiva totale. “Più conosco la cultura delle montagne italiane, più mi rendo conto che in questi territori la montagna non è sfondo, ma presenza viva che plasma il lavoro, i legami, la memoria e l’identità. In Valtellina questa consapevolezza ha assunto per me una forma particolarmente intensa e intima, fatta di rispetto per la natura, storie, miti e memoria condivisa” – spiega l’artista Yuval Avital.
Alcuni numeri di MOUNTAIN ECHOES
– 25 luoghi di registrazione, dalle campane della chiesa di San Giorgio a Cino sino all’ululato del lupo al
Parco Nazionale dello Stelvio e alle storie in dialetto raccolte ad Albosaggia;
– 476 registrazioni audio, per un totale di 34 ore e 37 minuti;
– oltre 500 persone coinvolte, tra cittadini, artigiani, studenti e associazioni locali;
– 603 fotografie selezionate dalla ricerca sul campo;
– 20 enti partner e istituzioni e 18 professionisti impegnati nella produzione artistica, tecnica e nella
comunicazione.
I contenuti del progetto sono sintetizzati nella Mappa dei suoni, delle voci e dei luoghi della Valtellina, scaricabile anche dal sito www.mountainechoes.it
Il racconto, dalla genesi in Valtellina alla città
Il viaggio di MOUNTAIN ECHOES è iniziato con una residenza d’artista (ottobre-dicembre 2025) durante la quale Avital ha incontrato custodi della memoria, pastori e artigiani, catturando lingue quasi estinte, gesti millenari e suoni naturali. Supportato da dieci “Virgili” locali, l’artista ha trasformato la raccolta in un archivio vivente, dove ogni suono è testimonianza della storia e dell’interazione tra comunità e montagna.
Le tre sculture sonore, figure totemiche realizzate in tessuti locali resinati, uniscono arte, tecnologia e tradizione. All’interno ospitano sistemi di diffusione e altoparlanti che restituiscono tre composizioni stratificate, dando vita a un paesaggio acustico corale. Le sculture sono il risultato di una rielaborazione evolutiva che ne intensifica la timbrica e la matericità, frutto dell’osservazione dello spettro cromatico valtellinese nel suo divenire stagionale. Il progetto diventa così occasione di ascolto, contemplazione e connessione tra passato e presente, tra tradizione e linguaggio contemporaneo.
Ogni scultura di MOUNTAIN ECHOES è un’esperienza immersiva che invita il pubblico a un ascolto partecipativo, tra poesia e realtà. La prima “Montagna Umana” nasce dalla cava di Bagnada e dai suoni quotidiani della valle, dove gocce d’acqua, campane, voci in dialetto e gesti contadini intrecciano tradizione e memoria; la seconda segue percorsi riconoscibili come il Trenino Rosso di Tirano e mette in scena la comunità come corpo creativo, con cori, fiabe, riti e lavori tradizionali che dialogano con l’ambiente naturale; nella terza cori locali, l’organo della chiesa di Bormio, mestieri tradizionali e le storie di minatori e pastori restituiscono la montagna nella sua complessità, tra bellezza, rischio e responsabilità.
Il progetto ha vissuto il suo primo atto corale nel gennaio 2026 con le inaugurazioni nei tre comuni simbolo: Sondrio (Palazzo Lambertenghi), Bormio (Museo Civico) e Tirano (Palazzo Foppoli). In quell’occasione, la comunità ha partecipato attivamente con i suonatori del corno grosino, gli Alpini di Tirano, la Compagnia di Mat di Bormio, i bambini di Albosaggia con il rito della “chiamata dell’erba” e gli alunni di Tirano con il “Tirà li tòli”.
Oggi, quella stessa energia si trasferisce a Milano. La Valtellina diventa ‘ambasciatrice’ dei valori della montagna lombarda, portando nel cuore del design internazionale un contributo culturale duraturo che riduce le distanze geografiche attraverso l’arte.
Un’opera diffusa, una restituzione alla comunità
MOUNTAIN ECHOES è un percorso culturale diffuso che attraversa la Valtellina dal fondovalle all’alta montagna, mettendo in relazione luoghi, architetture e comunità diverse e complementari. Accanto alle sculture, anche a Milano sarà visitabile la mostra fotografica e multimediale Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’artista. Una selezione di fotografie realizzate dall’artista durante il ‘making of’ del progetto documenta il percorso relazionale alla base della raccolta sonora, sguardo inedito sul territorio e sulle persone.