Making of Mountain Echoes

Parco delle Orobie Valtellinesi, 2025

ph. Yuval Avital Studio

 

Yuval Avital

Journey series n. 14

Valtellina, Italia, 2025

ph. Yuval Avital

MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital

23.01.2026 – 15.03.2026

Tre grandi sculture sonore di Yuval Avital diffondono le voci e i suoni raccolti in 25 luoghi della Valtellina con 476 registrazioni audio, coinvolgendo oltre 500 persone del territorio.

 

Dal 23 gennaio al 15 marzo 2026:

Sondrio, la terrazza di Palazzo Lambertenghi, in Piazza Garibaldi
Bormio, Giardino del Tempo del Museo Civico
Tirano, Corte di Palazzo Foppoli

 

Da metà aprile 2026:

Milano, Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti

 

MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital – Le voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore, un progetto artistico corale che trasforma il territorio, le sue comunità e i suoi paesaggi sonori in opere d’arte contemporanea. Ideato e realizzato dal Comitato CULTURA + IMPRESA insieme all’artista multidisciplinare Yuval Avital, MOUNTAIN ECHOES è tra i progetti più rilevanti selezionati da Regione Lombardia nell’ambito dei Giochi della Cultura ed è parte del programma dell’Olimpiade Culturale di Fondazione Milano Cortina 2026, il palinsesto diffuso che accompagna i Giochi promuovendo i valori olimpici attraverso arte, cultura e territorio.

 

Un’opera diffusa, una restituzione alla comunità

MOUNTAIN ECHOES è un percorso culturale diffuso che attraversa la Valtellina dal fondovalle all’alta montagna, mettendo in relazione luoghi, architetture e comunità diverse e complementari. Le opere sono la restituzione iconica alla comunità che ha contribuito alla loro creazione e in Valtellina saranno fruibili liberamente fino al 15 marzo 2026. Le tre sculture sonore sono accompagnate dalla mostra fotografica diffusa Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’artista, selezione di fotografie realizzate dall’artista durante il ‘making of’ del progetto, a documentare il percorso relazionale alla base della raccolta sonora, sguardo inedito sul territorio e sulle persone che ne definiscono l’identità.

 

La montagna come fonte, voce e materia dell’opera

Durante i mesi di residenza in Valtellina (ottobre-dicembre 2025), Avital ha registrato custodi della memoria, artigiani, pastori, artisti, scuole, associazioni e cittadini di diverse generazioni, catturando lingue quasi estinte, gesti millenari, campanacci, canti dialettali e suoni naturali come vento, acqua e animali autoctoni. Supportato da dieci “Virgili” locali, l’artista ha trasformato la raccolta in un archivio vivente, dove ogni suono è testimonianza della storia e dell’interazione tra comunità e montagna.

Le tre sculture sonore, figure totemiche realizzate in tessuti locali resinati, uniscono arte, tecnologia e tradizione. All’interno ospitano sistemi di diffusione e altoparlanti che restituiscono tre composizioni stratificate, dando vita a un paesaggio acustico corale. Il progetto diventa così luogo di ascolto, contemplazione e connessione tra passato e presente, tra tradizione e linguaggio contemporaneo.

Ogni scultura di MOUNTAIN ECHOES è un’esperienza immersiva che invita il pubblico a un ascolto partecipativo, tra poesia e realtà. La prima Montagna Umana nasce dalla cava di Bagnada e dai suoni quotidiani della valle, dove gocce d’acqua, campane, voci in dialetto e gesti contadini intrecciano tradizione e memoria; la seconda segue percorsi riconoscibili come il Trenino Rosso di Tirano e mette in scena la comunità come corpo creativo, con cori, fiabe, riti e lavori tradizionali che dialogano con l’ambiente naturale trasformando il quotidiano in materia poetica; la terza concentra la forza del territorio in un’esperienza corale e verticale, in cui cori locali, l’organo della chiesa di Bormio, mestieri tradizionali e le storie di minatori e pastori restituiscono la montagna nella sua complessità, tra bellezza, rischio e responsabilità.

 

Dalla Valtellina a Milano

Dopo la tappa valtellinese, MOUNTAIN ECHOES approderà a Milanoda metà fino alla fine di aprile 2026 – ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, in concomitanza con Miart e la Milano Design Week, portando le voci della montagna valtellinese – ‘ambasciatrice’ della montagna lombarda – nel cuore della città nel periodo dedicato al design e all’arte. L’installazione crea un ponte tra territori alpini e contesto urbano, contributo culturale duraturo e patrimonio dei Giochi di Milano Cortina 2026.

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