Presentazione del libro d’artista: “Dal Libro della Vita” di Silvio Wolf, edito da Prearo Editore (2026)
11.03.2026, 17:30
mercoledì 11 marzo 2026, alle 17.30
presso BUILDING TERZO PIANO, Milano
Intervengono alla presentazione:
Silvio Wolf, l’artista
Alberto Fiz, critico d’arte e curatore
Elio Franzini, filosofo e docente di Estetica al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano
Giampaolo Prearo, editore d’arte e fondatore della Prearo Editore
L’incontro si svolgerà in italiano.
Si richiede RSVP, posti limitati: events@building-gallery.com, +39 02 89094995
Mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 17.30, BUILDING presenta, negli spazi di BUILDING TERZO PIANO, il libro d’artista: Dal Libro della Vita, di Silvio Wolf, realizzato da Prearo Editore (Milano) nel 2026. Il libro-opera, in edizione bilingue (italiano e inglese), è costituito da 15 stampe originali in tiratura limitata firmate da Silvio Wolf e inserite in altrettanti quartini alla francese, racchiusi in una scatola-contenitore in seta nera. Il volume, accompagnato da una conversazione tra Alberto Fiz e Silvio Wolf, sintetizza 45 anni di ricerca visiva ed esistenziale dell’artista attorno ai temi della Soglia, dell’Assenza e dell’Altrove.
L’evento presso BUILDING TERZO PIANO si svolge alla presenza dell’artista Silvio Wolf, in dialogo con Alberto Fiz, critico d’arte, curatore; Elio Franzini, filosofo e docente presso l’Università degli Studi di Milano e Giampaolo Prearo, fondatore della Prearo Editore.
In occasione dell’evento, presso il bookshop di BUILDING, saranno disponibili all’acquisto alcuni esemplari del libro d’artista.
L’incontro si svolgerà in concomitanza della mostra L’Altrove (24.02.2026-21.03.2026), personale di Silvio Wolf che riunisce una selezione di opere fotografiche storiche, recenti e inedite, realizzate dall’artista tra il 1989 e il 2026, che esplorano i temi della Soglia, dell’Assenza e dell’Altrove. L’esposizione presenta inoltre Aperture II (2009/2026), un’installazione visiva e acustica – con composizione e sound design di Tiziano Crotti – concepita appositamente per lo spazio espositivo: un’opera in cui la realtà viene attivata dall’esperienza di ciascun visitatore, rendendolo co-autore di un dispositivo in cui tempo e immagine coincidono nel presente dell’esperienza.
Parallelamente, presso Galleria Moshe Tabibnia è esposta l’opera Piccolo Myhrab Monumentale (1990) nella quale l’artista affronta i temi dell’altrove e della soglia, attraverso la ricostruzione fotografica tridimensionale di un elemento architettonico della tradizione islamica.
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Silvio Wolf (Milano, 1952) vive e lavora tra Milano e New York. Ha studiato Filosofia e Psicologia in Italia e Fotografia e Arti visive a Londra dove ha conseguito lo Higher Diploma in Advanced Photography presso il London College of Printing. Fino alla metà degli anni ‘80 ha utilizzato esclusivamente il mezzo fotografico esplorandone gli statuti, il linguaggio e la bidimensionalità dell’immagine. Il suo lavoro si è orientato in direzioni diverse da quelle della tradizione, tese allora a privilegiare il valore testimoniale e narrativo dell’immagine fotografica, ricercando invece una visione soggettiva e metaforica della realtà. Ha realizzato polittici e opere di grande formato per esplorare i limiti della rappresentazione fotografica, sfidando la natura indessicale del mezzo attraverso l’interesse per l’astrazione e il rapporto tra visibile e invisibile. Tra le mostre di questo periodo si segnalano: Nuova Immagine nel 1980, Palazzo della Triennale di Milano; Linee della Ricerca Artistica in Italia 1960/80 nel 1981, Palazzo delle Esposizioni di Roma; Aktuell ‘83, Lenbachhaus di Monaco di Baviera; L’Italie Aujourd’hui nel 1985, Centre National d’Art Contemporain, Nizza, e Documenta VIII nel 1987, Kassel. Dalla fine degli anni ’80 ad oggi ha introdotto nel suo lavoro l’uso di un ampio spettro di nuovi linguaggi, utilizzando l’immagine in movimento, le proiezioni, la luce e il suono. Le sue opere escono così dalla bidimensionalità della fotografia, creando progetti multi-media e installazioni sonore che coinvolgono lo spazio architettonico e sociale, e la specificità dei luoghi in cui è chiamato a operare. L’artista risponde alla storia e alla personalità che i luoghi esprimono, stabilendo con essi un rapporto simbolico ed esperienziale del quale il pubblico diviene parte attiva e consapevole. Nei suoi progetti site-specific, come in tutta l’opera fotografica, sono sempre centrali i problemi del Limite, dell’Altrove e della Soglia. Ha realizzato mostre in gallerie e installazioni temporanee e permanenti in musei, spazi pubblici e luoghi non convenzionali in Belgio, Canada, Cina, Corea, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Lussemburgo, Spagna, Svizzera e Stati Uniti. Nel 2009 è stato invitato alla 53a Biennale di Venezia. È docente presso l’istituto Europeo di Design di Milano e la School of Visual Arts di New York.
Alberto Fiz, critico d’arte, curatore di mostre e giornalista specializzato in arte e mercato dell’arte. Ha organizzato progetti scientifici di giovani artisti e maestri classici svolgendo ruoli di direzione e di consulenza artistica per amministrazioni ed enti pubblici. Ha un’ampia attività pubblicistica e saggistica. Già direttore artistico del museo MARCA di Catanzaro, collabora con la Struttura Attività Espositive della Regione Autonoma Valle d’Aosta e con numerose altre istituzioni tra cui il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona. Ha realizzato il progetto di scultura Intersezioni al Parco Archeologico di Scolacium e il Parco Internazionale della Scultura di Catanzaro creando una collezione pubblica tra le più importanti del Mezzogiorno. Ha collaborato con la Soprintendenza Speciale di Roma con cui ha organizzato mostre in aree archeologiche quali le Terme di Diocleziano, il Palatino e le Terme di Caracalla. Ha inaugurato lo spazio XNL di Piacenza con la mostra La Rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo. Ha contribuito alla riscoperta critica di movimenti artistici di primaria importanza come la Pittura Analitica e fa parte del comitato scientifico della Fondazione Mimmo Rotella. Accanto all’attività critica, si interessa di problematiche legate al collezionismo ed è art advisor di Intesa Sanpaolo Private Banking. Collabora con “Arte”, “Il Giornale dell’Arte” e “Art e Dossier”.
Elio Franzini, è docente di Estetica al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Erede della tradizione fenomenologica milanese, si è occupato dei principali problemi estetici del pensiero dal Settecento a oggi, con particolare riferimento al problema del simbolo, dello statuto dell’opera d’arte e dell’immaginario. Tra i suoi ultimi lavori: Moderno e postmoderno. Un bilancio (Cortina, 2018), Filosofia per il presente (Morcelliana, 2022), Logica della verità. La metafisica e le cose (Cortina, 2024). È in corso di stampa un suo studio sui nuovi tribalismi che attraversano il pensiero estetico contemporaneo.
Giampaolo Prearo (Milano) è editore d’arte, fondatore della Prearo Editore, attiva dal 1969. Figura centrale nel panorama dell’editoria d’arte contemporanea italiana, ha dedicato oltre cinquant’anni alla pubblicazione di monografie e libri d’artista realizzati in stretta collaborazione con gli autori, contribuendo alla valorizzazione di protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, spesso anticipandone il riconoscimento critico e di mercato. Tra le sue prime e più significative pubblicazioni si ricordano il catalogo generale di Piero Manzoni, la monografia su Mimmo Rotella, e volumi dedicati a Giulio Turcato, Alighiero Boetti, Christo, Antonio Marras e molti altri. Ha inoltre promosso collane teoriche fondamentali per il dibattito critico, collaborando con studiosi quali Germano Celant, Tommaso Trini e Achille Bonito Oliva. Nel corso della sua attività ha affiancato all’editoria la promozione culturale attraverso mostre, performance e progetti sperimentali, mantenendo sempre una visione indipendente e controcorrente. Nel 2019, in occasione dei cinquant’anni di attività, ha ricevuto dall’Accademia di Belle Arti di Brera la menzione speciale di “Principe degli Editori d’Arte”. Oggi Prearo continua la sua attività a Milano, confermandosi punto di riferimento per l’arte contemporanea.