Ritratto fotografico di Franca Sonnino

Franca Sonnino

Franca Coen (Roma, 1932), successivamente nota come Franca Sonnino, avvia la propria ricerca artistica negli anni Sessanta. Determinante è l’incontro con Maria Lai, che la incoraggia a sperimentare il filo come mezzo espressivo, destinato a diventare l’elemento distintivo della sua pratica.

Negli anni Settanta Sonnino avviò la propria attività espositiva con la prima mostra personale, tenutasi nel 1972 presso lo Studio d’Arte Moderna SM 13 di Roma. Negli anni successivi espose in diverse città italiane e il suo lavoro fu presentato e recensito da importanti critici, tra cui Marcello Venturoli, Luigi Carluccio, Maurizio Fagiolo e Ciro Ruju. Nel 1977 partecipò alla mostra collettiva Segno e identità, dedicata alla creatività femminile e curata da Marisa Vescovo presso la Pinacoteca di Ravenna.

Negli anni Ottanta Sonnino consolidò la propria carriera con numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Partecipò a importanti esposizioni dedicate all’arte femminile, curate anche da Mirella Bentivoglio, ed espose per la prima volta fuori dall’Italia a Barcellona e in Australia. Tra gli appuntamenti più prestigiosi vi fu la mostra del 1983 a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, dove presentò alcune delle sue installazioni più significative, apprezzate per la forza poetica e per il rapporto tra pieni, vuoti e ombre. Negli anni successivi espose anche in Québec, Roma, Bari e Vicenza, rafforzando il riconoscimento della sua ricerca artistica.

Negli anni Novanta Sonnino ampliò la propria ricerca artistica anche nell’ambito teatrale, realizzando nel 1991 la scenografia Trame di Voce. Il decennio fu caratterizzato da allestimenti fantasiosi, come quello del 1995 nel suo studio-atelier, popolato da figure fiabesche create con reti. Partecipò inoltre a numerose mostre collettive in Italia e all’estero, esponendo anche a New York. Tra le principali mostre personali si ricordano Oltre il Segno a La Spezia, che avviò una lunga collaborazione con la Galleria Il Gabbiano, Passaggio di Confine a Roma e, nel 1999, La misura ambientale di Franca Sonnino, accompagnata da un testo critico di Mirella Bentivoglio.

Nel 2000, la voce «Franca Sonnino» compare nel quinto volume dell’enciclopedia Storia dell’Arte Italiana del Novecento, dedicato alla «Generazione degli anni Trenta», a cura di Giorgio di Genova e pubblicato dalle edizioni Bora.

La forma del vuoto, del 2005, è una delle sue mostre più memorabili, tenutasi al Complesso del Vittoriano a Roma, mentre The other/L’altro si è tenuta nel 2008 al Padiglione Italiano dell’11ª Biennale del Cairo. Sempre nel 2008, l’Archivio Crispolti ha dedicato a Franca Sonnino la mostra Franca Sonnino. Arte del filo, nell’ambito dell’iniziativa «Vetrina Ripetta», a Roma. Nel 2019 le opere di Franca Sonnino e Maria Lai sono state esposte insieme al Museo del Tessuto di Busto Arsizio, nella mostra Maria Lai e Franca Sonnino. Capolavori dell’arte tessile italiana. Nello stesso anno la Repetto Gallery di Londra ha organizzato una mostra intitolata Threading Spaces – Nedda Guidi, Elisabetta Gut, Maria Lai, Franca Sonnino, a cura di Paolo Cortese. Alla fine del 2021 ha partecipato a diverse mostre collettive; tra cui Freedom on the Word (2021, Galleria Osart, Milano), Histories d’E Part 2: Between Language and Object (2021, Gramma_Epsilon Gallery, Atene, Grecia), la Biennale di Mdina (2023, Malta), The Different Revolution (2024, Artissima Art Fair, Torino, e Gramma_Epsilon Gallery, Atene, Grecia) e City, Voices and Visions (2025, BFF Bank, Milano). Tra le sue recenti mostre personali figurano: Franca Sonnino (2021, Frieze Masters, Londra), Thread, Sign, Space (2022, Galleria Gramma Epsilon, Atene, Grecia, e Museo MUACC, Cagliari), Franca Sonnino (2023, Galleria Jochum Rodgers, Berlino), Imaginary Conversation (2025, Galleria Ciacek, Varsavia) e The Thinking Hands (2025, Galleria Gramma Epsilon).

Dal 2022 Franca Sonnino è rappresentata dalla Gramma_Epsilon Gallery di Atene.

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