Leiko Ikemura

Leiko Ikemura è un’artista contemporanea di fama internazionale.
Dagli anni Ottanta esplora temi legati alla transizione, agli aspetti transculturali e a una coscienza collettiva che trascende nazioni e generi.

 

L’artista passa con naturalezza da dipinti luminosi, ultraterreni e spesso monumentali a disegni e acquerelli introspettivi, fino a sculture in terracotta invetriata, vetro e ceramica.

 

Concentrandosi sull’innocenza fugace dell’infanzia, gli spiriti femminili di Ikemura sono fieri e indipendenti, ma al tempo stesso fragili ed eterei, quasi spettrali. L’artista conferisce loro una forza composita, capace di esistere in mondi molteplici, sospesi tra il sogno e la veglia.
Il suo universo artistico è popolato da creature mitiche e ibride, a metà tra l’essere umano e l’animale. Tra queste, l’“Usagi” combina orecchie di coniglio e corpo femminile. Creata per la prima volta dopo il disastro nucleare di Fukushima, questa figura personifica la sofferenza universale, la capacità di resistere e il rinnovamento.

 

Fondendo arte orientale e occidentale, Ikemura concepisce un mondo ispirato alla tradizione pittorica est-asiatica del sansuiga, agli antichi maestri giapponesi, al surrealismo, all’astrazione del dopoguerra e alla rinascita della pittura figurativa negli anni Ottanta. Le sue opere, profondamente spirituali, sono permeate da una presenza al tempo stesso intensa e delicata, che mette in risalto l’intima relazione tra forme umane, animali, vegetali, minerali e la cosmologia.

 

Leiko Ikemura (イケムラレイコ, 池村 玲子) è nata a Tsu, nella prefettura di Mie, in Giappone, e vive e lavora a Berlino. Ha studiato presso l’Università di Studi Stranieri di Osaka dal 1970 al 1972 e successivamente all’Università di Belle Arti di Siviglia, in Spagna, dal 1973 al 1978. Nel 1979 si è trasferita a Zurigo e, in seguito, nel 1985, a Colonia, per intraprendere la carriera artistica. Nel 1991 è diventata docente di pittura presso l’Universität der Künste di Berlino. Dal 2014 ricopre inoltre una cattedra presso la Joshibi University of Art and Design, nei pressi di Tokyo.

 

Le opere di Ikemura sono state presentate in numerose mostre personali. Tra le più recenti figurano quelle all’Albertina di Vienna (2025), al Kunstmuseum Chur (2025), presso HEREDIUM in Corea del Sud (2024), al Georg Kolbe Museum di Berlino (2023), alla Feuerle Collection di Berlino (2023), al Museum de Fundatie di Zwolle, nei Paesi Bassi (2023), al Museo de Arte de Zapopan di Guadalajara (2023), al Being Art Museum di Shanghai (2023), al Museum für Asiatische Kunst di Berlino (2012 e 2022), al Sainsbury Centre for Visual Arts di Norwich (2021), al CAC La Ciutat de les Arts i les Ciències di València (2021), al Kunstmuseum Basel (2020), al National Art Center di Tokyo (2019) e al Museum für Ostasiatische Kunst di Colonia (2015).

Le opere di Ikemura sono state inoltre incluse in mostre collettive internazionali, tra cui, più recentemente, la Bienal de São Paulo (2025), il Museum Frieder Burda di Baden-Baden (2023), il National Museum of Modern Art di Kyoto (2022–2023), la 9th Beijing Biennale presso il National Art Museum of China di Pechino (2022), il National Art Center di Tokyo (2022), il National Museum of Modern Art di Tokyo (2022), lo Shandong Art Museum di Jinan (2022), l’Aargauer Kunsthaus di Aarau (2022) e il Centre Pompidou di Parigi (2021).

Ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti, tra cui il titolo giapponese di Persona di Merito Culturale (2025), il premio del Ministero giapponese dell’Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia (2019), il Cologne Fine Art Prize (2014), l’August Macke Prize (2009) e il Premio dell’Associazione dei Critici Tedeschi (2001), oltre ad altri riconoscimenti.

Le opere di Ikemura fanno parte delle collezioni permanenti di istituzioni internazionali quali il Centre Pompidou di Parigi, l’Albertina di Vienna, il Museum Ludwig di Colonia, lo Städel Museum di Francoforte, il Kunstmuseum Bonn, il Sainsbury Centre for Visual Arts di Norwich, il Museum Kunstpalast di Düsseldorf, il Lenbachhaus di Monaco di Baviera, il Kunstmuseum Basel, la Berlinische Galerie, il Kunstmuseum Bern, il Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna, il Bündner Kunstmuseum Chur, il Kunstmuseum Liechtenstein — Hilti Art Foundation di Vaduz, il Kolumba di Colonia, la Staatliche Kunsthalle Karlsruhe, il Museum of Contemporary Art Tokyo, il National Museum of Art di Osaka, il National Museum of Modern Art di Tokyo, l’Aichi Prefectural Museum of Art di Nagoya, il Toyota Municipal Museum of Art, il Mie Prefectural Art Museum di Tsu, il Being Art Museum di Shanghai, il Nevada Museum of Art di Reno, Nevada, il Pola Museum of Art di Hakone, il Centro de Arte Caja de Burgos, il Lentos Kunstmuseum di Linz e il Nordic Watercolour Museum di Skärhamn.

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