Maurizio Donzelli
Maurizio Donzelli (Brescia,1958) ha sviluppato una ricerca che ha al suo centro il problema dell’immagine intesa come potenziale luogo di concentrazione, migrazione e alterazione della memoria visuale, declinandosi in opere che si sviluppano in cicli distinti e sperimentano materiali e tecniche differenti con la finalità di continuare ad approfondire, e restituire al pubblico, un potenziale infinito di suggestioni e rimandi iconici che affondano nelle dinamiche del tempo e della storia e spaziano in geografie anche distanti nel tempo.
In questo composito atlante di immagini, i Drawings e gli Arazzi, i Mirror e il ciclo degli O, monocromi oro, i Notturni, le Girandole e i Lux Drawing mettono in evidenza la crucialità del pensiero, che è retrostante al processo artistico, e riportano al centro della riflessione il principio immaginario del fare, ovvero dell’atto creativo che non si conclude con la restituzione dell’opera al mondo ma continua nella reciprocità tra questa e lo spettatore, in un farsi e disfarsi dell’immagine come dispositivo seducente.
Questi aspetti hanno spinto molti studiosi, intellettuali e critici ad occuparsi del lavoro di Donzelli nel corso degli anni, in occasioni espositive tra le quali le personali: Spellbound presso Palazzo Martinengo a Brescia, Immaginale, Galleria Massimo Minini, Brescia, e L’insieme vuoto, Marignana Arte, Venezia, entrambe nel 2022; In Nuce, Museo Civico Medievale, Bologna, per ARTCITY 2021; Metamorphosis, Villa Olmo, Como, 2021; Thresholds, MAC-Museo di Arte Contemporanea, Lissone, 2020; Diorama, in Open Source First Shenzhen Biennale, Luohu Art Museum, Shenzhen, Cina, 2018; Giardini Cosmici, bipersonale con Aldo Grazzi, Palazzo Ducale, Mantova, 2017; Ad Altemps, Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps, Roma, 2015; Metamorfosi, Palazzo Fortuny, Venezia, 2012.
Tra le collettive: un progetto politico nato da una sua idea e legato alla posizione dell’arte nei due anni della pandemia, GestoZero, itinerante al Museo di Santa Giulia, Brescia, Museo del Violino, Cremona, Ex Chiesa di Santa Maria Maddalena, Bergamo, 2020-2021; Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia, 2017, e Proportio, Palazzo Fortuny, Venezia, 2015.
L’artista ha tradotto il suo pensiero anche attraverso la docenza, insegnando per sette anni “Teoria della Percezione” e “Psicologia della Forma”, presso l’Accademia NABA di Brescia.
La riflessione teorica è stata negli anni oggetto di diverse pubblicazioni, tra le quali si ricordano: Spettacolo di Niente, Mazzotta, 2003, stampato in occasione della sua omonima mostra presso la Calcografia Nazionale di Roma; Lo Sguardo Del Disegnatore, Edizioni l’Obliquo, 2002; Metamorfosi, Mousse publishing, 2012; Diramante, Bandecchi e Vitali Firenze, 2015; La Linea Del Tutto, Mousse publishing, 2016, e Maurizio Donzelli, Skira, 2023.
Di Donzelli hanno scritto, tra gli altri: Peter Assmann, Ilaria Bignotti, Bartholomew F. Bland, Paolo Bolpagni, Vito Calabretta, Daniele Capra, Luca Cerizza, Alberto Dambruoso, Alberto Fiz, Daniela Ferretti, Luigi Ficacci, Lorenzo Madaro, Angela Madesani, Massimo Minini, Mauro Panzera, Roberto Pinto, Francesco Poli, Elena Re, Jessica Tanghetti, Francesco Tedeschi, Clarissa Tempestini, Valerio Terraroli, Tommaso Trini, Gabriele Salvaterra, Andrea Viliani, Mauro Zanchi, Alberto Zanchetta.
Le opere dell’artista sono accolte in numerose collezioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero.