Sophie Ko
Sophie Ko (Tbilisi, 1981) vive e lavora a Milano. Al centro della ricerca dell’artista c’è il concetto di tempo, che viene esplorato nella sua forte relazione simbolica con i materiali utilizzati – per lo più ceneri di immagini bruciate e pigmenti puri – e le immagini create. Il mutamento e l’instabilità dei materiali in relazione allo scorrere del tempo sono dunque alcune delle costanti della sua ricerca artistica. Le Geografie temporali, ad esempio, costituiscono l’esemplificazione di un’opera eternamente sospesa tra l’atto della creazione e quello della distruzione, in cui l’immagine è sottoposta a un continuo processo di modificazione attraverso il collasso lento e inesorabile della materia di cui è costituita. Concepita attraverso una negoziazione concettuale e formale tra scultura e pittura, questa serie di opere mette in scena “un legame fatto di peso, di pressione, di gravità e di distruzione del tempo sulle immagini, ma anche di formazione, di profondità, di ritorno e rinascita rispetto al trascorrere del tempo.” Metafore pregnanti della caducità e mutevolezza dell’esistenza, ci ricordano della traiettoria di vita che tracciamo, parallela a un movimento di collasso, lento ma persistente.
Tra le mostre personali: Manche Freilich müssen drunten sterben / Some must die below, of course, EYES ONLY, Munich (2025); Sophie Ko. Chiaro di Luna, a cura di Michela Eremita, Raggio verde 2025, Accademia dei Fisiocritici, Siena (2025); È talmente anima, che non è anima, EAST Galerie, Strasburgo (2025); Sophie Ko: Geografia Temporale, a cura di Elena Re, Istituto Italiano di Cultura di Londra, Londra (2024); INTERVENTION Sophie Ko: Temporal Geography, Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra (2024); Ai vinti, a cura di Paola Tognon, Contemporary Locus, Bergamo (2023); Andature II, a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola, Museo Marino Marini, con Elisabetta di Maggio, Firenze (2022); Alzarono gli occhi e avvertirono il cielo, EAST Galerie, Strasburgo (2022); Il resto della terra, Galleria de’ Foscherari, Bologna (2016, 2021-2022); La forma dell’oro. 9/12 Sophie Ko, Metaxu (2021), a cura di Melania Rossi, BUILDING BOX, Milano (2021); Atti di resistenza, in Materie, spazi, visioni, BUILDING GALLERY, Milano (2020); Ca’Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia (2019); Sporgersi nella notte, Renata Fabbri, Milano (2018) e The OpenBox, Milano (2018).
Le recenti mostre collettive includono: ERSEL Milano-Torino (2026); GAS-Galleria Andrea Sansovino, (Palazzo Ciocchi di Monte, Chiesa di Santa Chiara, Cisterna rinascimentale), Monte San Savino (2026); MO.CA-Centro per le nuove culture, Brescia (2025); Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo, Parma (2025); Museo storico e Parco del castello di Miramare, Trieste (2024-2025); Fondazione Made in Cloister, Napoli (2024); SAMoCA Museum of Contemporary Art, Ryiadh, Saudi Arabia (2024); Circolo, Milano (2023); Villa Croce Museo d’arte Contemporanea, Genova (2023); BAG. Bocconi Art Gallery, Milano (2022); Palazzo Ducale di Gubbio (2022); Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso (2021); Albergo delle Povere, Palermo (promossa da RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo) (2021); Palazzo Barbò Torre Pallavicina, Bologna (2021); MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (2021) e Renata Fabbri, Milano (2020), tra le altre. Nel 2016 Sophie Ko ha vinto il Gran Premio della Pittura al MAC di Lissone.