Installation view, Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia

5/12. Maria Lai, Telaio (2006) e Libro rosso (2009)

BUILDING BOX, Milano

ph. Edoardo Bonacina

 

Installation view, Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia

5/12. Maria Lai, Libro rosso (2009)

BUILDING BOX, Milano

ph. Edoardo Bonacina

 

Installation view, Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia

5/12. Maria Lai, Telaio (2006)

BUILDING BOX, Milano

ph. Edoardo Bonacina

 

Maria Lai

Libro rosso

2009

filo su tessuto, velluto

36 x 72 cm

Per filo e per segno – 5/12. Maria Lai

08.05.2026 – 04.06.2026

Maria Lai

Telaio

2006

legno, fili, tessuti

134 x 74 x 4 cm

Libro rosso

2009

filo su tessuto, velluto

36 x 72 cm

 

 

Dall’8 maggio al 4 giugno 2026, BUILDING BOX presenta il quinto appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia dedicato a Maria Lai (1919-2013). L’artista viene proposta con due opere emblematiche della sua ricerca: Telaio (2006) e Libro rosso (2009), intese come testimonianze complementari di un universo poetico di grande forza espressiva.

 

Da un lato, la logica processuale dell’opera Telaio si manifesta con la creazione di una macchina magica, percorsa da fili destinati a creare geometrie instabili, attraverso l’uso di linee diagonali, fasci paralleli o intersezioni; dall’altro lato, dall’opera Libro rosso, emerge una scrittura mentale che si nasconde in pagine silenziose, percorse da fili aggrovigliati e sospesi.

 

Essere è tessere” sottolinea Maria Lai, in base al principio costitutivo di tutto il suo fare artistico. ll telaio, strumento millenario della tessitura, compare già in un disegno realizzato dall’artista negli anni Quaranta e, sin dalla seconda metà degli anni Sessanta, diventa un esercizio plastico in continua evoluzione, che ogni volta assorbe elementi differenti provenienti dal paesaggio, così come dalla pittura. La struttura stessa del telaio, i filati e la disposizione della trama e dell’ordito, sono tutti elementi rielaborati con assoluta libertà compositiva dando vita a opere che si relazionano con le indagini di carattere concettuale, secondo quanto conferma anche il Telaio del 2006 proposto nello spazio espositivo BUILDING BOX. L’opera suggerisce l’idea di una quinta teatrale, in cui Maria Lai costruisce un luogo di apparizione, una soglia scenica tra visibile e invisibile, attraversata da una fitta rete di fili che lasciano intravedere il vuoto della superficie dipinta.

 

Se il telaio rappresenta la messa in scena, i libri cuciti, creati dalla fine degli anni Settanta, appartengono alla sfera privata, intima e segreta, dove la scrittura è segno dell’immaginario trasmesso per mezzo di fili, nodi, cuciture. Il linguaggio stesso diventa esperienza, in una progressiva stratificazione della memoria sulle tracce dell’infinito.

 

Il Libro rosso esposto in BUILDING BOX è un’opera d’arte tattile e poetica, realizzata con stoffe cucite, che coinvolge lo spettatore in un’esperienza sensoriale. Si tratta di una scrittura asemica che invita a una lettura lenta, fatta di sguardi e fantasie arcane. “Scrivo senza parole”, afferma Maria Lai, che in tutta la sua opera rende la tessitura una forma di meditazione sulla storia e sulla tradizione, nel tentativo di ricostituire un legame tra luoghi e tempi differenti.

 

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Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific.

Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963).

 

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell’arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un’epoca dominata dal digitale. Sebbene l’uso del tessuto non sia una novità − basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) − quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell’arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate.

 

La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall’arte tessile.

 

Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s’intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.

 

Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull’arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l’inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell’immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c’è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l’aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un’attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all’omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l’unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l’obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama. I tre artisti ospitati nel primo trimestre sono stati Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).

Artisti