Roger Ballen. Animalism – MIA Photo Fair BNP Paribas 2026
19.03.2026 – 22.03.2026
15° edizione
Stand B006 – Superstudio Più, via Tortona 27, 20144 Milano
Dal 19 al 22 marzo 2026, nell’ambito della quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas, BUILDING presenta Animalism, una selezione di ventiquattro opere del fotografo Roger Ballen (New York, USA, 1950, vive da oltre quarant’anni in South Africa), rappresentato in esclusiva in Italia dalla galleria.
Attraverso la sua visione inconfondibile, capace di costruire immagini cariche di tensione psicologica, Ballen indaga il rapporto profondo – e spesso perturbante – tra esseri umani e animali, trasportando lo spettatorenell’immaginario carnevalesco, performativo e subconscio che caratterizza il suo lavoro.
L’esposizione riunisce opere realizzate nell’arco di oltre tre decenni di ricerca, configurandosi come una sorta di antologica che raccoglie alcuni dei principali progetti dell’artista, tra cui: otto opere in bianco e nero, dalle serie Outland (1995-2000), Shadow Chamber (2000-2004) e Boarding House (2000 – 2008); sei fotografie a colori della serie Spirits and Spaces (2016-2024); due lightbox della serie Theatre of Apparitions (2008 – 2013) e otto Polaroid(2024-2025).
In linea con Metamorfosi, il tema guida di questa edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas, il lavoro di Roger Ballen entra in profonda risonanza con scenografie enigmatiche e misteriose, al tempo stesso meravigliose e disturbanti. Attraverso composizioni surreali e un’oscura assurdità, l’artista rivela come l’animale sia simultaneamente presenza esterna e parte intrinseca della psiche umana, svelando le connessioni profonde tra civiltà e natura.
Le fotografie in bianco e nero presentate in fiera sono state realizzate tra il 1996 e il 2016 e recentementepresentate nella mostra Roger Ballen. Animalism, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, presso il Padiglione 9a del Mattatoio di Roma (27.05.2025-27.07.2025) – ex macello cittadino, spazio fortemente evocativo e simbolo di violenza storica del dominio umano sugli animali. In queste immagini dal forte carattere teatrale, il confine tra comportamento umano e animale si dissolve: scenografie tipicamente “ballenesche”, dominate dall’assurdo e dagli istinti primordiali, mettono in discussione la natura stessa di tale distinzione.
L’allestimento presenta inoltre due lightbox: ispirato ai vetri dipinti di nero di una cella, sui quali una detenuta aveva tracciato delle figure in una prigione femminile abbandonata di Johannesburg (Sudafrica), Ballen ha sperimentato l’uso di vernici spray su vetro, intervenendo poi “in sottrazione”, disegnando sopra la pittura o rimuovendola con oggetti appuntiti per lasciar filtrare la luce naturale. Il risultato richiama pitture rupestri preistoriche: superfici nere e prive di profondità diventano tele sulle quali l’artista incide pensieri ed emozioni. Volti fossili, parti del corpo smembrate e ombre evanescenti, simili a presenze spettrali, convivono in immagini capaci di scioccare, affascinare, divertire ed esaltare lo spettatore. Senza tempo e radicalmente innovative, le lightbox trascendono i concetti tradizionali di fotografia, collocandosi tra dimensione fisica e spirituale, terrena e ultraterrena. Le opere sono state selezionate per rappresentare il Sudafrica alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2022), nell’ambito della mostra “Into the Light”.
Le stesse figure primitive e oscure, tornano nell’ultimo libro Inferno pubblicato nel 2025 da Postcart Editore, in cui Ballen illustra la prima cantica dell’Inferno di Dante Alighieri (1265-1321), proponendo – per la prima volta nella storia dell’editoria – un’edizione integrale del poema dantesco con un apparato visivo interamente fotografico.
Un’ulteriore sezione dell’esposizione è dedicata a sei fotografie a colori realizzate negli ultimi sei anni, esito di una svolta espressiva maturata dopo oltre cinquant’anni di utilizzo del bianco e nero, presentate nel 2025 presso BUILDING TERZO PIANO. Le immagini sono incluse nella più recente monografia dell’artista, Spirits and Spaces, pubblicata da Thames & Hudson nell’autunno 2025 e sono state sviluppate in collaborazione con Marguerite Rossouw, direttrice artistica dello studio di Ballen.
I suoi scatti, ambientati in spazi claustrofobici abitati da creature e figure oscure, sono unici, enigmatici e affascinanti. Come scrive Colin Rhodes in The Theatre of Colors (Spirits and Spaces): “I mondi creati in queste fotografie sono legati al teatro, un rapporto pienamente riconosciuto dallo stesso Ballen. La loro messa in scena – proposta sempre con inquadrature in primo piano – sostiene micro-drammi avvincenti e profondi che parlano di aspetti fondamentali della condizione umana. Non si riferiscono ai grandi teatri, in cui pubblico e dramma sono empaticamente separati, ma ai piccoli e intimi spazi di repertorio (…), dove il pubblico è avvicinato e spesso coinvolto attivamente nella performance e nello svolgimento della narrazione”.
L’esposizione comprende otto Polaroid, istantanee a colori – colorate a mano dall’artista – che, per la natura stessa del mezzo, sono di piccole dimensioni e pezzi unici. Colore, formato ridotto e frammentarietà sono caratteristiche inusuali per l’immaginario di Ballen, tradizionalmente associato a un universo straniante, provocatorio e lievemente inquietante. Ballen si dirige in maniera decisa verso il colore. Il risultato non è una rottura, ma un’intensificazione: un’espansione cromatica del suo percorso dedicato al subconscio. Abbracciando il colore, non ha abbandonato il mondo “ballenesco”, ma lo ha portato oltre, creando un teatro in cui spiriti, animali e ricordi si scontrano in spazi tanto inquietanti quanto indimenticabili.
“Welcome to the mental world of Roger Ballen”