Alice Cattaneo
Alice Cattaneo (Milano, 1976). Nel 1998 si iscrive al corso di Environmental Art della Glasgow School of Art. Qui si confronta, grazie al dialogo con gli artisti docenti, con l’idea dell’opera intesa come progetto relazionale nello spazio pubblico. Successivamente si avvicina ad una pratica che si esprime attraverso il rapporto dei materiali con il contesto espositivo.
Espone i primi lavori a Glasgow, in spazi indipendenti gestiti da artisti, e il suo primo studio si trova all’interno di un complesso di laboratori d’artista vicino al fiume Clyde. Nel 2004 consegue un MFA in scultura al San Francisco Art Institute. Studia con artisti e teorici americani vicini alla Minimal, Performance e Conceptual Art che la incoraggiano nella ricerca di una propria poetica unita ad una pratica che si evolve attraverso modalità processuali. Gli anni successivi la vedono impegnata nelle prime mostre istituzionali in Italia e all’estero, per cui elabora complesse sculture impermanenti realizzate nello spazio attraverso l’utilizzo di materiali semplicissimi. Affina così il rapporto tra la scultura e la macchina scenica dello spazio espositivo. Dedicandosi alle caratteristiche connaturate ai materiali e cercando un’aderenza con l’immagine che origina il lavoro le sue sculture recenti sono realizzate in collaborazione con artigiani e maestranze legate ai luoghi in cui l’artista si trova ad operare. In occasioni di mostre personali collabora con la Galleria Suzy Shammah nel 2005, con la Ikon Gallery di Birmingham (mostra curata da Jonathan Watkins) nel 2007, con il museo MADRE di Napoli nel 2008, con la Galerie Stadtpark di Krems (mostra con Fred Sandback, curata da David Komary) nel 2012, con il Museo del Novecento di Milano (mostra Mettere un mare nella nebbia a cura di Iolanda Ratti) nel 2018, con la galleria Marie-Laure Fleisch di Bruxelles (mostra The Image in the Hand, a cura di Chiara Bertola) e con il Museo Archeologico di Acqui Terme nel 2019, in occasione di Una Boccata d’Arte (mostra Affioramenti) nel 2021, con la Galleria Casamadre Arte Contemporanea di Napoli nel 2023 e con la GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino con la mostra Dove lo spazio chiama il segno a cura di Giovanni Giacomo Paolin nel 2025.
Partecipa a mostre collettive in diverse istituzioni tra cui: il MAXXI di Roma; Villa delle Rose di Bologna per il Premio Furla 2007, dove riceve una menzione speciale da Mona Hatoum; Palazzo Grassi di Venezia in occasione di Italics, Italian Art between Tradition and Revolution, a cura di Francesco Bonami nel 2008; il Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne nel 2009; il Today Art Museum di Pechino, la Fondazione Stelline di Milano a cura di Giorgio Verzotti, l’Hangar Bicocca di Milano per Terre Vulnerabili a cura di Chiara Bertola con Andrea Lissoni e il Museo Pecci di Prato nel 2010; la Collezione Maramotti di Reggio Emilia per Arte Essenziale da un’idea di Federico Ferrari nel 2011; il Guangdong Museum of Art per The Unseen, The Fourth Guangzhou Triennial nel 2012; il MAMbo di Bologna, a cura di Francesca Pasini nel 2013; il Castello di Rivoli, a cura di Marcella Beccaria nel 2014; il ZKM Center for Art and Media di Karlsruhe per Negative Space – Trajectories of Sculpture nel 2019; Villa Olmo di Como nella mostra Astratte, Donne e astrazione in Italia 1930 – 2000 a cura di Elena Di Raddo nel 2022; l’Istituto Italiano di Cultura di Nuova Delhi in occasione di Parallel Cities, a cura di Andrea Anastasio, nel 2024. Ha partecipato a diversi programmi di residenza come Fragmented City della Fondazione Ratti di Como con l’artista Marjetica Potrč, nel 2006. Passa poi un periodo di residenza all’ISCP di New York grazie al Premio New York 2009, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura e della Columbia University e nel 2020 è ospite di AIR Artist in Residence a Krems, sulle rive del Danubio.