Per filo e per segno – 1/12. Numero Cromatico
15.01.2026 – 11.02.2026
Numero Cromatico
Frontiera del mio amore
2025
arazzo di lana su tavola
180 x 135 cm
tende in tessuto
dimensioni ambientali
Dal 15 gennaio all’11 febbraio 2026, BUILDING BOX presenta la prima installazione del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia: Frontiera del mio amore (2025) di Numero Cromatico. Il collettivo artistico e centro di ricerca multidisciplinare fondato a Roma nel 2011, sviluppa con il tessuto una relazione sinestetica nell’attivazione simultanea di registri sensoriali e cognitivi.
L’opera al centro dell’installazione di BUILDING BOX fa parte di una serie di 24 arazzi in lana. Su ciascuno compare una poesia d’amore ottenuta con l’uso di I.L.Y. (I Love You), una delle intelligenze artificiali elaborate dal collettivo (le altre due riguardano gli epitaffi e la futurologia), che è stata istruita con liriche di diversi secoli. Il risultato di questo procedimento, non privo d’ironia e trasgressione, è quello di interrogarsi sul processo creativo, ma anche sull’ermeneutica intesa come esperienza della comprensione. Per il filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer (1900-2002), infatti, la comprensione è un evento che accade nell’incontro tra interprete e opera.
Tu sei il segno, la vera frontiera del mio amore. Creazione del mio mondo, della mia poesia, è il testo scelto per BUILDING BOX, che spicca da un fondo nero e verde i cui versi inducono a letture multiple sull’amore, sulle relazioni interpersonali e sulla soglia. Ma, a ben vedere, non sono altro che le trame e gli intrecci di un tessuto che si determina sotto l’aspetto tattile e ugualmente mentale.
Del resto, nella sua storia il tessile ha sempre veicolato significati codificati, ha trasmesso valori religiosi, sociali o spirituali. Numero Cromatico integra queste componenti nella sua indagine per mezzo dell’algoritmo che diventa strumento attivo di appropriazione, ribaltando la visione comune secondo cui l’intelligenza artificiale sostituisce l’individuo esautorato dal processo di conoscenza.
La metodologia proposta dal collettivo artistico romano va nella direzione opposta e ha l’ambizione di sviluppare un dialogo articolato dove l’IA non è un dogma, bensì uno strumento di analisi e di messa in discussione dei codici.
L’arazzo, nella collocazione proposta per BUILDING BOX, appare, nel suo allestimento, in parte nascosto da tende colorate che trasformano la vetrina in un ipotetico teatro di strada. Non solo lo spazio si modifica, ma l’opera assume un aspetto misterioso, quasi insondabile, recuperando una trama segreta, persino magica, che è quella più vicina allo spirito di Numero Cromatico. In questo caso la creazione artistica non si lascia catturare da uno sguardo furtivo e distratto del pubblico, ma richiede concentrazione e impegno, soprattutto per chi desidera decriptare un messaggio ermetico che mette alla prova la nostra intelligenza tutt’altro che artificiale.
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Dal 15 gennaio 2026 al 6 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific. I primi tre artisti proposti da BUILDING BOX sono: Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).
L’ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell’arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un’epoca dominata dal digitale. Sebbene l’uso del tessuto non sia una novità – basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) – quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell’arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate.
La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall’arte tessile.
Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s’intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.
Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull’arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l’inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell’immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c’è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l’aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un’attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all’omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l’unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l’obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama.