
Per filo e per segno – 9/12. Sissi
02.09.2026 – 30.09.2026
Sissi
Nidi
2025
rattan, stoffa
dimensioni variabili
Dal 2 al 30 settembre 2026, BUILDING BOX presenta il nono appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia con l’installazione Nidi (2026) di Sissi (Daniela Olivieri, Bologna, 1977).
L’opera, realizzata appositamente per BUILDING BOX, prende spunto da una tematica a lungo frequentata dall’artista, sin dalla mostra realizzata nel 2004 al MACRO di Roma.
Nidi, in rattan intrecciato e tessuto, si configura come un organismo in continuo divenire, una forma aperta che sembra svilupparsi secondo i principi di crescita biologica. La struttura prende forma progressivamente nel dialogo tra il gesto dell’artista e il comportamento stesso dei materiali, seguendo un processo nel quale controllo e imprevedibilità convivono. L’opera sembra così assecondare le stesse logiche di sviluppo presenti in natura, dove la forma non è mai un dato definitivo, ma il risultato di un’evoluzione costante. L’intreccio in rattan costruisce una trama leggera e porosa che richiama insieme l’architettura primitiva del nido, la tessitura e la struttura anatomica del corpo; le fibre non delimitano un volume chiuso, ma generano una membrana permeabile attraversata da elementi che si espandono nello spazio. Numerosi filamenti fuoriescono dalla superficie assumendo una propria autonomia, come ramificazioni o terminazioni nervose che sembrano proseguire la crescita dell’opera oltre i suoi confini, nell’ambito di un’indagine che non si conclude nel proprio perimetro, ma lascia intuire una proliferazione potenzialmente infinita.
Ogni elemento è definito innanzitutto dal proprio vuoto e le profonde cavità centrali sottraggono materia per trasformarla in presenza, diventando il fulcro simbolico dell’intera composizione. Ciò che potrebbe apparire come una lacerazione o una ferita si rivela invece come luogo generativo. Da queste aperture emerge un’esplosione cromatica inattesa: rossi, blu, gialli, verdi, arancioni e viola costruiscono una sorta di sistema venoso che rimanda al corpo umano. Secondo questo principio, cucitura, ricamo e tessitura non sono semplici tecniche esecutive, ma pratiche cognitive attraverso cui il pensiero prende forma.
Nidi può dunque essere letta come una riflessione sulla nascita della forma e sul carattere processuale dell’abitare. Il nido non viene rappresentato come un oggetto concluso, ma come un dispositivo costruttivo in continuo divenire. L’architettura diventa così un atto naturale prima ancora che culturale, una pratica originaria di costruzione e di cura che accomuna l’essere umano al mondo animale. «Nella stessa maniera in cui gli uccelli modellano il proprio nido utilizzando il corpo come misura e strumento di verifica, così intreccio le mie strutture lasciando che il gesto manuale registri proporzioni, tensioni e adattamenti secondo una logica profondamente organica», afferma Sissi, che attraverso l’installazione sviluppa alcuni dei nuclei fondamentali della propria ricerca: il corpo inteso come organismo in trasformazione, la continuità tra anatomia, natura e mondo animale, la costruzione come pratica di conoscenza e l’intreccio quale metafora delle relazioni.
Il nido diventa, in sintesi, la figura di uno spazio originario nel quale la vita prende forma.