Galleria: ARTISTI
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Emiliano Maggi
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Tadashi Kawamata
Vincenzo Agnetti
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Jan Fabre
Shlomo Harush
Shlomo Harush (1961, Gerusalemme) vive e lavora a New York.
Harush ha sperimentato vari mezzi espressivi per creare un’arte trasformativa e multidisciplinare che ritragga la condizione umana nel suo stato di perpetua metamorfosi. Le sue installazioni, sculture, disegni e opere multidisciplinari sono un’espressione di libertà. Esse incarnano la sua percezione del mondo, unita alla potente forza che egli esercita fisicamente per plasmare e trasformare l’opera. I concetti si manifestano dal materiale, e viceversa, attraverso l’immediatezza e il rilascio puro di energia. Il materiale non viene mai dominato; al contrario, diventa protagonista, con le idee e le espressioni dell’artista armoniosamente integrate nella sua forma, passando dal disegno alla vita tridimensionale. Luce e ombra, quando si fondono con le sue opere, creano momenti metamorfici, mentre i disegni si trasformano in sculture e le sculture ritornano a essere disegni. Le dimensioni scorrono senza soluzione di continuità l’una nell’altra, immateriali ma percepibili. Questa indefinitezza permette alle sue opere di abbandonarsi al movimento, con il semplice flusso dell’aria che gioca con la luce. Il rapporto continuo tra arte e funzione è evidente nella manipolazione, nella gravità, nell’intreccio e nell’inchiodatura del metallo, che esprimono tensione, vita ed esperienza per evocare un senso di esistenza contemporanea e di comunicazione artistica. Harush fonde soggetti e oggetti quotidiani nel suo lavoro, manipolandoli per allontanarli dall’archetipo e trasformarli in emblemi nuovi e inaspettati.
Acclamato per la sua capacità di trasformare materiali comuni come l’alluminio, il bronzo e l’acciaio in esperienze artistiche, mette in risalto il ruolo centrale del materiale attraverso forme ingenue, primitive, familiari e senza tempo. Le installazioni e le opere di Shlomo ampliano i confini tra arte e funzionalità, tra il disegno bidimensionale e la scultura tridimensionale, e tra parole, idee e materia. Lavora con leghe di rame, acciaio, acciaio inossidabile e alluminio per incidere e dare forma al materiale, non solo modellandolo, ma intessendo i propri pensieri più intimi nell’opera stessa per l’eternità. Il suo uso dell’ottone e del filo di ferro crea un disegno tridimensionale in cui il filo, al posto della matita, traccia una linea continua. La sua opera finale offre un peso minimo, una trasparenza totale e, attraverso i giochi di luce, infinite nuove dimensioni alla vita.