Galleria: BUILDINGBOX
Segnonline – La forma dell’oro | Delphine Valli
Giornale Nazionale – Al Building scocca l’ora di Delphine Valli
ExPartibus – ‘La forma dell’oro’ a BUILDINGBOX
Politicamente Corretto – BUILDINGBOX Da domani al 30 luglio l’installazione di Delphine Valli per il ciclo ‘La forma dell’oro’
QN Il Giorno – Forme dell’oro e attrazione cosmica. L’opera di Delphine Valli
Udite-udite! – BuildingBox – “La forma dell’oro” dal 3 al 30 luglio: Delphine Valli
Giornale L’Ora – La forma dell’oro a cura di Melania Rossi. Settima artista Delphine Valli Cosmic Attraction, 2021
Radio Colonna – Weekend: Mostre, da favole Disney a star del cinema
Giornale di Sicilia – Le mostre del weekend, dalle favole Disney alle star del cinema
Ansa – Le mostre del weekend, dalle favole Disney alle star del cinema
Alto Adige – Mostre, dalle favole Disney alle star del cinema
Giuseppe Gallo
La forma dell’oro. 10/12 – Giuseppe Gallo
La forma dell’oro. 9/12 – Sophie Ko
David Crossing the Moon
Tazza, da Stanza delle tazze
Nel momento
Nel momento
Acque astrali
Tivoli IV
L’esercizio del lontano
Giuseppe’s Door
Enlightening Books
La forma dell’oro. 8/12 – Alex McLeod
Alex McLeod
Leiko Ikemura
Delphine Valli
La forma dell’oro. 7/12 – Delphine Valli
SUDDEN TIME – Presentazione dei cataloghi
Il Giornale dell’Arte – Oro e visioni. Canevari e Parisi
Patrick Tuttofuoco
Alberto Garutti
Entang Wiharso
Alex Mirutziu
Pascale Marthine Tayou
Piero Golia
Miri Segal
Pae White
Jamie Isenstein
Cleo Fariselli
Alice Ronchi
Marie Cool e Fabio Balducci
Koen Vanmechelen
Mirosław Bałka
Tony Cragg
Chiara Dynys
Elena El Asmar
Giorgio Vigna
Michele De Lucchi
Ettore Sottsass
Simone Crestani
Massimo Micheluzzi
Davide Monaldi
Antonello Viola
Rä di Martino
Emiliano Maggi
Paolo Canevari
La forma dell’oro. 6/12 – Davide Monaldi
Dalla sabbia, opere in vetro. 2/12 – Remo Salvadori
Dalla sabbia, opere in vetro. 3/12 – Jan Fabre
Dalla sabbia, opere in vetro. 4/12 – Mirosław Bałka
La forma dell’oro. 3/12 – Rä di Martino
La forma dell’oro. 4/12 – Antonello Viola
La forma dell’oro. 5/12 – Jan Fabre
La forma dell’oro. 2/12 – Emiliano Maggi
Paolo Parisi
La forma dell’oro. 1/12 – Paolo Canevari
Dalla sabbia, opere in vetro. 11-12/12 – Massimo Micheluzzi e Simone Crestani
Dalla sabbia, opere in vetro. 9-10/12 – Ettore Sottsass e Michele De Lucchi
Dalla sabbia, opere in vetro. 8/12 – Giorgio Vigna
Oren Eliav
Dalla sabbia, opere in vetro. 7/12 – Elena El Asmar
Dalla sabbia, opere in vetro. 6/12 – Chiara Dynys
Dalla sabbia, opere in vetro. 5/12 – Tony Cragg
Vincenzo Agnetti
Dalla sabbia, opere in vetro. 1/12 – Koen Vanmechelen
5779. 12/12 – Marie Cool e Fabio Balducci
5779. 11/12 – Alice Ronchi
5779. 10/12 – Cleo Fariselli
5779. 9/12 – Jamie Isenstein
Yuval Avital
Giovanni Campus
Vincenzo Castella
5779. 8/12 – Pae White
5779. 7/12 – Liliana Moro
5779. 6B/12 – Miri Segal
5779. 6A/12 – Piero Golia
5779. 5/12 – Pascale Marthine Tayou
5779. 4/12 – Alex Mirutziu & Pär Andersson
5779. 3/12 – Entang Wiharso
5779. 2/12 – Alberto Garutti
5779. 1/12 – Patrick Tuttofuoco
Jan Fabre
Shlomo Harush
Shlomo Harush (1961, Gerusalemme) vive e lavora a New York.
Harush ha sperimentato vari mezzi espressivi per creare un’arte trasformativa e multidisciplinare che ritragga la condizione umana nel suo stato di perpetua metamorfosi. Le sue installazioni, sculture, disegni e opere multidisciplinari sono un’espressione di libertà. Esse incarnano la sua percezione del mondo, unita alla potente forza che egli esercita fisicamente per plasmare e trasformare l’opera. I concetti si manifestano dal materiale, e viceversa, attraverso l’immediatezza e il rilascio puro di energia. Il materiale non viene mai dominato; al contrario, diventa protagonista, con le idee e le espressioni dell’artista armoniosamente integrate nella sua forma, passando dal disegno alla vita tridimensionale. Luce e ombra, quando si fondono con le sue opere, creano momenti metamorfici, mentre i disegni si trasformano in sculture e le sculture ritornano a essere disegni. Le dimensioni scorrono senza soluzione di continuità l’una nell’altra, immateriali ma percepibili. Questa indefinitezza permette alle sue opere di abbandonarsi al movimento, con il semplice flusso dell’aria che gioca con la luce. Il rapporto continuo tra arte e funzione è evidente nella manipolazione, nella gravità, nell’intreccio e nell’inchiodatura del metallo, che esprimono tensione, vita ed esperienza per evocare un senso di esistenza contemporanea e di comunicazione artistica. Harush fonde soggetti e oggetti quotidiani nel suo lavoro, manipolandoli per allontanarli dall’archetipo e trasformarli in emblemi nuovi e inaspettati.
Acclamato per la sua capacità di trasformare materiali comuni come l’alluminio, il bronzo e l’acciaio in esperienze artistiche, mette in risalto il ruolo centrale del materiale attraverso forme ingenue, primitive, familiari e senza tempo. Le installazioni e le opere di Shlomo ampliano i confini tra arte e funzionalità, tra il disegno bidimensionale e la scultura tridimensionale, e tra parole, idee e materia. Lavora con leghe di rame, acciaio, acciaio inossidabile e alluminio per incidere e dare forma al materiale, non solo modellandolo, ma intessendo i propri pensieri più intimi nell’opera stessa per l’eternità. Il suo uso dell’ottone e del filo di ferro crea un disegno tridimensionale in cui il filo, al posto della matita, traccia una linea continua. La sua opera finale offre un peso minimo, una trasparenza totale e, attraverso i giochi di luce, infinite nuove dimensioni alla vita.